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Conservare il Cibo
Grazie agli studi svolti dalla ideatrice e co-
Potete contattarci per avere un preventivo di allestimento ed un adattamento del percorso alle vostre specifiche esigenze.
Descrizione della Mostra
"Conservare il Cibo da Columella ad Artusi"
I luoghi della conservazione
Se si dovesse pensare ad uno dei bisogni primari della civiltà umana dalla Preistoria ai nostri giorni, la risposta immediata sarebbe: procacciarsi il cibo. Una così ancestrale necessità ha dovuto fare i conti al tempo stesso con un problema altrettanto vitale: la conservazione del cibo.
Amphora ha sentito fortemente la necessità di una mostra che intendesse spiegare quali furono nel corso dei secoli i metodi di conservazione e le caratteristiche dei luoghi in cui questa avveniva, diversi e peculiari a seconda dell’alimento che si desiderava mantenere il più a lungo integro e commestibile.
Il titolo della mostra, “Conservare il Cibo da Columella ad Artusi”, richiama volutamente l’ampio range cronologico attraversato dal fil rouge della conservazione degli alimenti che, dall’epoca romana fino ai primi anni del ‘900, ha rappresentato un serio e vitale problema per milioni di persone fino all’avvento, almeno nelle società più evolute, del congelatore.
Ecco allora spiegato come e perché, durante i secoli, nella penisola italiana fiorirono fosse da grano, grandi magazzini in muratura, conserve, cantine e ghiacciaie ma anche gliraria e lumacari romani perché, si sa, un piccolo vaso è pur sempre un luogo in cui i cibi si conservano.
Ciò è riferibile sia ad un contesto storico e geografico nazionale, soprattutto per quanto riguarda i metodi di conservazione in età romana, sia ad un ambito prettamente romagnolo, per quanto riguarda ad esempio i secoli dal Medioevo al XX.
Tramite la sua funzionale struttura a pannelli, la mostra “Conservare il Cibo da Columella ad Artusi” si presenta estremamente adattabile a qualsiasi tipo di museo, anche grazie alla possibilità di creare collegamenti con i reperti custoditi in loco.
Esposta per la prima volta al castello di Cusercoli (FC) dal 3 ottobre 2009 al 6 gennaio 2010, l’esposizione ha riscontrato subito un ottimo gradimento di pubblico.
Più in dettaglio, la mostra è così strutturata:
Una sezione dedicata al mondo della conservazione in epoca romana nelle campagne e nelle città, usufruendo delle fonti letterarie e degli scavi di Pompei e della villa romana della Pisanella a Boscoreale, con reperti archeologici provenienti dalle città romane di Pompei e di Mevaniola.
Una sezione incentrata su 16 luoghi in territorio romagnolo in cui sono presenti antiche strutture architettoniche medievali e moderne dedicate alla conservazione dei cibi.
Una descrizione delle varie tipologie di strutture architettoniche destinate alla conservazione nell’antichità (ghiacciaie, conserve, neviere, cantine ecc.).
Una sezione dedicata alle attività del Laboratorio di ArcheoIngegneria CAILab della II facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna su ricostruzioni fisiche e in 3D di reperti archeologici legati alla conservazione di alimenti.
Un bookshop contenente, oltre al catalogo della mostra e altre pubblicazioni inerenti il territorio romagnolo, una selezione di testi legati alla storia e archeologia del cibo.
A ciò si è aggiunta la possibilità di organizzare un paniere di prodotti gastronomici sia di tradizione romagnola come miele, vino, olio, conserve, sale di Cervia e distillati sia prodotti del Laboratorio di Ricerche Applicate di Pompei quali il garum e l’aceto piperato.